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Il Giornalismo ambientale e il contributo della scienza. Intervista a Franco Foresta Martin (Intervista del 2013 su La Nuova Ecologia)


Nuovi media, scienza, qualità dell’informazione ambientale. Come interagiscono? Ce lo spiega Franco Foresta Martin, giornalista scientifico e geologo.

Che rapporto c’è fra giornalismo scientifico e ambientale?
Penso che in passato, intendo dire fino ad alcuni anni fa, c'era un'immotivata separatezza fra le due specializzazioni di giornalista scientifico e giornalista ambientale. Personalmente mi sono impegnato in prima persona a superare questa divisione, poiché sono convinto che l'approccio scientifico sia indispensabile per affrontare e risolvere le questioni ambientali. Questo dovrebbe essere chiaro, prima ancora che agli operatori dell' informazione, ai decisori politici.

In che modo le notizie di taglio ambientale potrebbero conquistare più spazio all’interno dei media generalisti, delle grandi testate giornalistiche come quelle in cui ha lavorato?
I criteri con cui i media generalisti dedicano o non dedicano attenzione e spazio ai problemi ambientali, dipendono da diverse variabili indipendenti: le emergenze, le tendenze, il gusto del sensazionalismo, il prevalere di altri problemi nel panorama nazionale e internazionale, non ultimo la presenza nello staff redazionale di un giornalista specializzato che sollecita l'attenzione di direttori e capi desk. Il risultato di questo mix porta a una sensibilità fortemente oscillante, che poco concede all'attuazione di un vero e proprio progetto informativo e divulgativo e che sembra, più che altro, governata dal caso.

Lei ha creato uno dei primi blog all’interno di una testata on-line dedicata all’ambiente, a quale condizione crede che i nuovi media possano favorire la qualità dell’informazione ambientale?
Alla condizione che i nuovi media, grazie alla multimedialità e alla possibilità di esprimersi con maggiore flessibilità di spazi e di tempi, non ricalchino gli schemi rigidi dei media cartacei. Le formule dei Forum e dei Blog risultano, a questo proposito, delle eccellenti piattaforme per assicurare attenzione e continuità ai temi ambientali, coinvolgendo in maniera corale, i lettori e gli altri attori. 

Si può parlare di approfondimento scientifico e ambientale anche all'interno dei nuovi media in cui la fruizione è veloce?
Si perché, al contrario di quanto succede nei media cartacei, nei nuovi media laddove manca lo spazio di approfondimento, si possono tuttavia creare dei link a rapporti, documenti, studi, eccetera, utilissimi per chi ha voglia di andare a fondo e di attingere alle fonti primarie.

Spesso la notizia  ambientale viene letta soltanto quando si verificano delle catastrofi. Il lettore conoscein questo modo le cause dei fenomeni, ma cosa si può fare per la prevenzione?
La prevenzione dalle catastrofi naturali e prodotte dall'uomo è il punto debole del sistema Italia. Le cronache passate e recenti dei disastri conseguenti a rischi sismici, vulcanici, idrogeologici, climatici, industriali, eccetera, dimostrano che neppure gli allarmi e le campagne di stampa sono state utili a scongiurare il peggio. L'impegno dei giornalisti in questo settore è necessario ma non sufficiente.

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